Tlön

La prima webzine interattiva italiana dedicata alla comunicazione visiva.

Al principio si credette che Tlön fosse un puro caos, una irresponsabile licenza dell’immaginazione; si sa ora che è un cosmo, e le intime leggi che lo reggono sono state formulate, anche se in modo provvisorio.

Jorge Luis Borges, Tlön, Uqbar, Urbis Tertius, in Finzioni, Torino 1955

da NightWave
a cura di Carlo Branzaglia
Costa & Nolan, 1998

Esistono territori per lo più sconosciuti di cui si favoleggia sino a renderli mitici senza per questo aiutare la loro conoscenza. È quanto accade alla maggior parte dei designer quando si confrontano (o sono costretti a confrontarsi) con l’universo Internet. La visionaria fantasia di Borges ci è sembrata, pertanto, la pertinente metafora dalla quale trarre il nome di battesimo per il progetto di una webzine rivolta ad approfondire la ricerca sulla comunicazione on-line e non solo.

Passata ormai l’epoca dello stordimento tecnologico (anzi tecnocratico) ed evolutesi enormemente le possibilità espressive della rete (qualcuno si ricorda ancora quelle prime, tristi pagine grigie?), ci troviamo nel momento in cui la cultura del progetto irrompe finalmente anche tra le pagine HTML, prima di spiccare il prossimo balzo verso il completo utilizzo artistico e creativo del mezzo. Siamo giunti, dunque, ad un punto in cui è possibile cominciare a riannodare alcuni fili del ragionamento sulla comunicazione visiva che utilizza le nuove tecnologie multimediali, pensieri che, di fronte all’enormità del cambiamento cui siamo stati chiamati ad assistere, hanno perlomeno, a voler usare un eufemismo, vacillato.

Da questo presupposto è nata l’idea, circa un anno e mezzo fa, di creare un progetto che recuperasse le varie esperienze creative che hanno luogo nello spazio virtuale di Internet e che permettesse anche di veicolare i risultati della discussione a mano a mano che questi si vanno formando. Ovviamente la scelta fatta è stata quella di realizzare una webzine on-line, dove il necessario “sporcarsi le mani” della sua realizzazione portasse alla discussione sulla progettualità il contributo della sua propria esistenza.
Grazie alla possibilità di operare sulla rete in tempo reale, abbiamo iniziato immediatamente la sperimentazione di Tlön, on-line graphic webzine, nella convinzione che la stessa “pubblica” costruzione della webzine, ancorché incompleta, rappresentasse di per sé un argomento di discussione nell’affrontare le scelte strategiche del progetto. Certo è che nella progettazione multimediale sono venuti meno molti caposaldi su cui si è poggiata l’attività dei designer sui media tradizionali, a cominciare dalla stessa terminologia. L’inadeguatezza del vocabolario a disposizione ci costringe infatti ad usare metafore di riferimento il cui valore comune ne spiega solo parzialmente il significato.
Ha ancora valore parlare di pagine quando queste possono contenere sì testo, ma anche un filmato video, un’animazione o una diavoleria in realtà virtuale e possono essere “lette”, pressoché senza limiti, sia in orizzontale sia in verticale? E ancora, un caso particolarmente attinente alla nostra esperienza, possiamo parlare di “periodicità” per una webzine che niente ci impedisce di aggiornare continuamente in un work in progress senza soluzione di continuità?

Per ora ci sembra sufficiente partire con una ricognizione delle produzioni che vantano sicuramente una estesa casistica sia nel progetto della struttura di navigazione (per rimanere nella metafora: viaggio “sentimentale” o tour organizzato?), sia nella realizzazione grafica dell’interfaccia (techno-3D o grafismi decostruzionisti?).

Tlön si propone, dunque, come una “palestra d’ardimento”, uno spazio di sperimentazione che permetta di esprimersi in piena libertà per sondare possibilità e limiti della comunicazione visiva offrendo, di volta in volta, il proprio sito ad artisti o esperienza collettive con un lavoro appositamente realizzato.
La struttura della webzine è molto semplice ospitando i vari contributi in una serie di contenitori tematici aggiornabili separatamente.
La sezione Guest ha ospitato fino ad ora la rivista di sperimentazione tipografica “Climax”, gli originali fumetti di Professor Bad Trip, una collezione di dingbats animati di Fabrizio Schiavi. Quest’ultimo si è confrontato con il tema monografico della corrente edizione di Tlön, cioè Codici Criptici, ovvero l’eterno rapporto-conflitto che lega creatività e tecnologia nella fattispecie della programmazione HTML.

Il tema è scaturito dal travaglio che ha portato al varo della fase 2 di Tlön, che si caratterizza per un approccio alla navigazione meno “razionalista” nella definizione dei percorsi. Una barra dei comandi stocastica permette di muoversi attraverso i contenuti moltiplicandone gli accessi e le possibilità, pur se in maniera più “oscura”, e pazienza se capiterà di perdersi o perdere un po’ di tempo!

Chi non si perderà d’animo potrà visitarne i contenuti e contribuire alla realizzazione della webzine con i propri suggerimenti e le proprie suggestioni.
La sezione Database è dedicata alla documentazione su aspetti della ricerca visiva fuori dai canoni consueti trattando argomenti quali L’immagine grafica della prostituzione fuori e dentro la rete, gli abiti-ecologici per gli Uomini del Tremila di Albion, stilista visionario degli anni Sessanta, e il I linguaggi di Star Trek.
Piazza centrale della webzine è l’agorà di Forum in cui il dibattito su temi di particolare attualità parte dagli interventi di alcuni visitatori: Copyright e font nell’epoca del Cyberspazio ha affrontato il problema particolarmente delicato del rapporto tra libertà di parola e riconoscimento del diritto d’autore con l’apporto di font designers, professionisti della comunicazione e militanti della rete. In collaborazione con l’Aiap si è aperta, poi, la discussione sul tentativo di definire quale nuovo ruolo il designer è chiamato a ricoprire nel campo del multimedia, argomento all’ordine del giorno all’assemblea generale dell’associazione.

In Typowars, un’altra sezione della webzine, il gioco è far scontrare due diversi caratteri tipografici, che presuppongono scelte stilistiche diverse, componenti logotipi commerciali concorrenti. Ecco così la giustapposizione Armani-Moschino rappresentata dal confronto Bodoni-Helvetica o la lotta senza quartiere Netscape Navigator contro Microsoft Explorer interpretata graficamente dai due marchi.
Completano Tlön una serie di Zines informative con recensioni di mostre e libri, un calendario delle iniziative più significative nel settore della comunicazione, e la presentazione delle ultime innovazioni software. Uno spazio suscettibile di ulteriori sviluppi è infine Tlön Babylon, un po’ il suk del sito web, all’interno del quale è possibile trovare e, volendo, anche ordinare on-line i libri e le riviste recensite o che riguardano gli ospiti e i temi trattati nelle diverse sezioni della webzine. In un prossimo futuro contiamo di poter rendere disponibili anche i fonts e di predisporre un portfolio di lavori dei visual designer che già operano in rete.
Tlön è stato realizzato e vive grazie al lavoro “volontario” dei collaboratori e grazie alla lungimiranza culturale del nostro server provider DADAnet che ha messo a disposizione le risorse di rete. Il progetto è impegnativo, ma resta la soddisfazione di verificare un diffuso interesse, tangibile nelle e-mail di richiesta di informazione e nei visitatori (oltre 100.000 contatti sul primo numero “a regime”), oltreché negli iscritti al Tlön Club che rappresenta ormai un significativo spaccato del panorama professionale in rete.
Non è certo mia intenzione volere forzare un bilancio complessivo di un’esperienza tutt’altro che conclusa, ma senza dubbio uno degli aspetti più significativi dell’intero progetto Tlön rimane il fatto che effettivamente la webzine fa avuto, e continua ad avere, una funziona catalizzante, fornendo un valido pretesto a molti designer per confrontarsi con realizzazioni creative col mezzo telematico, senza porsi troppi problemi di funzioni o di richieste del committente.
Fornire uno stimolo e un’opportunità, oltre ad uno spazio disco acconcio, per la realizzazione di progetti specifici rappresenta la miglior concretizzazione dello spirito e dell’idea dalla quale è nato Tlön. Fuor di metafora possiamo affermare che adesso il mondo di Tlön esiste virtualmente, sta a tutti costituirne le regole.

 

 

Gianni Sinni

Colophon

URL

www.tlon.dada.it

Redazione

Carlo Branzaglia, Franca Gori, Gianni Sinni

Art direction

Lcd Graphics

Sviluppo software

Simone Bellini

English Editor

Martina Salisbury

Server Publisher

DADAnet (www.dada.it)

Patrocinio

Aiap

L’edicola virtuale, di Carlo Branzaglia,
Linea Grafica, 3, 1997

[…] A maggior ragione quindi le immagini qui riportate partono da un sito dedicato a grafica e comunicazione visiva, l’italiana Tlön (il riferimento è ovviamente a Borges), progettata a Firenze da Franca Gori e Gianni Sinni di LCD Graphics, con la collaborazione di chi scrive, entrata in rete sperimentalmente a fine ’96 e con il numero 1 a inizio ’97. Tlön non è tanto un luogo di riflessione quanto un gioco interattivo attraverso il quale proporre e produrre visioni inedite. La rubricazione è forte: Guest propone ospiti stravaganti (nel primo numero Professor Bad Trip, illustratore psychopunk). Data Base archivi di immagini fuori dl mainstream (Albion, ipervisionario stilista degli anni ’60), Typewars confronti tra caratteri tipografici come fonte di immagine aziendale (Armani vs Moschino), Archivio i materiali dei numeri precedenti; Forum raccoglie dibattiti specialistici in rete (il problema dei diritti su Internet), Link crea collegamenti con altri siti di settore, News, Views, Tech offrono note su mostre e libri, anticipazioni, novità tecnologiche.

E infine c’è Babylon. The Graphic Suq, una specie di grande mercato dove vengono distribuiti libri, riviste, caratteri tipografici e quant’altro.
La forza di Tlön è tutta nella sua grande qualità interattiva, veicolata da una grafica efficace. Il sito (http://www.dada.it/tlon, gestito dal server fiorentino Dada.net che raccoglie una serie  di siti interessanti) diventa una sorta di gioco capace di scatenare un dialogo continuo con l’utente, attraverso l’ironia grafica. L’iscrizione al club di Tlön permette poi di redigere una lista di operatori eventualmente linkabili; così come il patrocinio dell’AIAP (Associazione Italiana Progettazione per la Comunicazione Visiva) lega di fatto il sito fiorentino al dibattito professionale. Tlön d’altra parte vuole favorire una riflessione più critica sull’infografica: tanto da patrocinare il convegno internazionale Il design dell’interazione.

Emporio Armani Magazine